Giovani

Vice Presidente: Chiara Lo Cascio

Vice Presidente: Carlo Giuliano

Segretario: Di Maggio Maria

Assistente: Don Salvatore Schiera

Equipe: Bonanno Roberta, Cangelosi Dario, Ferraro Antonino, Giambona Antonino, Giuliano Carlo, Lo Cascio Chiara, Mangano Emanuele

Tutto quanto aveva per vivere”

Parlare alla vita – Rimanere con Gesù

Linee programmatiche anno associativo 2017-2018

Introduzione: “Continuare insieme a scrivere una Bella Storia!”

L’Azione Cattolica si prepara a vivere i festeggiamenti per i suoi 150 anni di storia. Lo fa dopo aver concluso la XVI assemblea nazionale che ha visto la nomina del nuovo consiglio nazionale, e dopo l’incontro con Papa Francesco in piazza San Pietro del 30 Aprile scorso.

È stata un’opportunità preziosa per fare memoria e proiettarci verso gli orizzonti di una Chiesa sempre più dell’Evangelii Gaudium che è pronta a tendere la mano e ad arrivare alle periferie esistenziali. Vogliamo scommettere sul desiderio di tanti giovani di vivere insieme l’incontro con il Signore per dire a gran voce che “Azione Cattolica è Passione Cattolica”.

 

Discernere l’essenziale per Custodire

“L’intimità della Chiesa con Gesù è un’intimità itinerante, e la comunione «si configura essenzialmente come comunione missionaria». Fedele al modello del Maestro, è vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura. La gioia del Vangelo è per tutto il popolo, non può escludere nessuno.”

(Evangelii Gaudium 23)

Centocinquanta anni di storia sono un dono, un’eredità preziosa che chiede di essere custodita. Custodire è però qualcosa di più che limitarsi a togliere la polvere posatasi nel tempo o eseguire un maquillage estetico che ridoni lo splendore perduto ad una carrozzeria senza riattivarne il motore. Custodire significa piuttosto rinunciare alla logica della «semplice amministrazione» per abbracciare quella del dono senza riserve.

Vogliamo fare nostra questa capacità di custodire questo dono nella completezza di quello che significa. Incarnarlo nella nostra vita, senza riserve!

Nelle nostre vite vogliamo cogliere la bellezza dell’essere amati, per essere apostoli e discepoli che guardano alla vita con uno sguardo umano che tende verso l’alto e che profuma di santità.

L’icona biblica che ci accompagnerà in questo percorso è tratta dal vangelo di Marco (MC 12,38-44). Gesù prende a modello una vedova. Questa donna al tempio dà le sue uniche due monetine; getta nel tesoro del tempio tutto quello che aveva per vivere, “tutta la sua vita”. È l’immagine dell’amore che sa rinunciare a ciò che è necessario.

“Tutto quanto aveva per vivere” non può essere solo uno slogan, ma un modo di vivere la nostra vita, ricollocarla secondo la visione dell’amore, che Cristo ci consegna nel volto di questa vedova.

Vogliamo parlare alle nostre vite seguendo questa logica che oggi può sembrare una non-logica ma che è semplicemente la manifestazione più grande di un amore che va incontrato e soprattutto custodito.

Aspetti particolari e vita associativa

In apertura del triennio associativo, il settore giovani, rinnovato negli incarichi, si propone anzitutto una maggiore conoscenza di sé e una risposta alla propria chiamata nella Chiesa e nel mondo. Conosciamo il lavoro che molti soci svolgono attraverso il proprio ruolo in parrocchia come giovani, giovanissimi, responsabili e come educatori, e di questo ringraziamo ciascuno di loro e il Signore, consapevoli che anche questa è una vocazione e va vissuta come tale.

L’anno che ci attende ci vedrà protagonisti come giovani di un sinodo che ha come tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Chiamati in causa proprio dal Magistero non possiamo non cogliere l’occasione di dire la nostra su temi che ci vedono protagonisti, in questo mondo che cammina velocemente. Vogliamo vivere questa preparazione al Sinodo nel segno della corresponsabilità e della gioia, della testimonianza e dell’annuncio.

Abbiamo iniziato il nostro anno con l’ormai immancabile ACchianata che è diventata un tradizionale momento per ritrovarci dopo le fruttuose esperienze dei campi estivi che sono inizio e fine di un percorso dove con i giovani e con i giovanissimi ci incontriamo e facciamo tesoro delle esperienze, delle difficoltà, delle fragilità di ognuno diventando custodi l’uno dell’altro.

E proprio dai campi estivi nascono le nuove iniziative che proveremo a portare avanti durante questo anno associativo, una su tutte un ritiro quaresimale per giovani (20-30 anni).

Uno dei carismi che caratterizza la nostra associazione è sicuramente quello della formazione permanente: ecco perché perseveriamo su alcuni appuntamenti fondamentali come l’educamp, il convegno-assemblea di Baida, con il laboratorio della formazione diocesano, gli incontri per settore, i campi scuola estivi.

Ognuno di questi momenti deve essere strumento per l’arricchimento della persona, nella fede, nell’esperienza ecclesiale, nella sua interezza.

L’esperienza associativa è senza dubbio un’opportunità significativa per vivere e testimoniare la gioia dell’incontro, da cui possono crearsi “legami di vita buona del vangelo” per accrescere il senso di appartenenza ad una realtà che non si limita soltanto alla parrocchia, ma che va oltre i limiti territoriali, personali e sociali. Ecco perché crediamo molto nella ripresa del tutoraggio e delle visite parrocchiali, in cui Don Salvatore Schiera e i consiglieri giovani insieme ai membri di equipe si mettono in ascolto del battito del cuore dei nostri giovani per toccare con mano le gioie e le difficoltà di ciascuno, nella fraternità della vita cristiana. È un impegno che ci fa essere più famiglia, che ci fa provare ad essere autentici e credibili servi di Cristo custodi dell’essenziale.

In cantiere alcuni percorsi per dare voce agli studenti, per rilanciare “la regola di vita spirituale”.

Vogliamo scommettere su noi stessi, dobbiamo!

Conclusioni

Vogliamo concludere con le parole che Papa Francesco ci ha consegnato nel suo discorso a tutta l’associazione:

“Siate viandanti della fede, per incontrare tutti, accogliere tutti, ascoltare tutti, abbracciare tutti. Ogni vita è vita amata dal Signore, ogni volto ci mostra il volto di Cristo, specialmente quello del povero, di chi è ferito dalla vita e di chi si sente abbandonato, di chi fugge dalla morte e cerca riparo tra le nostre case, nelle nostre città. […] Rimanete aperti alla realtà che vi circonda. Cercate senza timore il dialogo con chi vive accanto a voi, anche con chi la pensa diversamente ma come voi desidera la pace, la giustizia, la fraternità. È nel dialogo che si può progettare un futuro condiviso.”

Sentiamo queste parole nostre, e con molta umiltà e tanta voglia di fare, ci mettiamo alla sequela del Cristo, solo così potremmo “Fare nuove tutte le cose”.

Note al testo:

  • Orientamenti per il triennio 2017-2020, www.azionecattolica.it
  • Evangelii Gaudium – Papa Francesco
  • Papa Francesco, Udienze al Fiac e all’AC del 27-30 Aprile 2017